«Gli scavi fin qui eseguiti alla Piazzetta non bastano a chiarire dubbi ed arrisolvere certi problemi, e però converrà amplificarli». Era il 1916 quando Paolo Orsi , scopritore dell’antica Caulonia, nei suoi resoconti di archeologo illustrava le campagne di scavo da lui effettuate sull’acropoli della colonia magnogreca. Le ultime e le uniche, perché da allora la spianata della collinetta, che sovrasta la città dell’amazzone Clete sulla costa ionica calabra, non è stata più esplorata dagli studiosi, ma è divenuta terra di saccheggio dei tombaroli. Le buche clandestine, scavate nottetempo tra arbusti ed erbacce, hanno trasformato il terreno in una groviera. La chiamano la “piazzetta”, l’acropoli che affaccia sopra i resti dell’insediamento di Caulonia, identificato nell’odierna località di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, confinante con la Riace dei famosi Bronzi, e che rischia di scomparire divorato dalle mareggiate. Il sito archologico di Caulonia Na...