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Le strade nell’ antichità


In realtà la viabilità nei secoli addietro ha utilizzato dei percorsi oggi inimmaginabili frane e terremoti si sono alternati nell’ opera della loro distruzione per farsi un idea basta illustrare quelle che erano le comunicazioni da S. Lucia Potamia a Bianco fra loro e con costa Esporrò i dati reperibili nella Platea dell’ Abazia di polsi redatta nell’ 1604 Agli inizi del secolo XVII due vie pubbliche una detta via che va alla fera della Verde e un'altra della Carrara congiungevano sinistra della fiumara La Verde e a circa 6 km dalla costa sagrato dove si celebrava la rinomatissima fiera della Croce a maggio e a settembre Fra bianco e S. Luca ve ne erano altre due

La prima partendo da bianco attraversava la foreste di Callistro oggi tagliata toccava i confini meridionali dei beni del monastero di butramo e usciva alla sipala dell’ Agliastruso che cala da potamia la seconda è mal definibile con le indicazione che ci dà la nostra platea ma si sa che passava per contrada La Croce

Oggi tali strade non esistono solo a tratti si nota la traccia di antichi lastricati ma nient’ altro che permetta di farci un idea precisa Nel ispezione aerea poi a volte è dato vedere interrompersi di colpo in quelle contrade interessate alcune mulattiere sull’ orlo di precipizi creati dalle frane altre volte il disegno si perde probabilmente sotto il cumulo di una frana le notizie della platea pur frammentarie e incomplete sono efficaci e ci danno una qualche idea sulle antiche vie e non possiamo tentare di immaginare quali erano quelle che nel 1457 poté seguire il visitatore apostolico Atanasio chalkeòsterom di polsi Esse alla metà del sec XV attraversavano valli creste boscaglie della Calabria e consentivano itinerari ardui e tremendi pur superabili in un tempo che sembrerebbe talvolta assai breve

Possiamo congetturare senz’ altro che nel territorio dell’ attuale polsi ancora nel sec XVII e certamente prima oltre che con le mulattiere provenienti da Reggio e dalla piana di palmi con due diversi tipi di strada dalla valle del bonamico l’una proveniva dalla costa passava per Bianco serviva il monastero di butramo e raggiungeva il greto del bonamico sotto potamia e seguitava su di esso fino a polsi l’altra che segiuva una traccia ben diversa e ben più facile di quanto non sia oggi la SS.112 portava a polsi in circa 6 ore

Proveniente dagli altri territori contigui era inoltre una serie di mulattiere che potevano permettere attraverso pesanti ma rapidi passaggi di raggiungere polsi infatti chalkòpolos probabilmente segui quella strada interna che percorrevano i bevesi per pellegrinare a polsi e di cui fa parte la mulattiera che da staiti con direzione N-NO portò i visitatori direttamente al monastero di polsi da qui la via del fiume li portò a Portamia

E quinti butramo e a pugliano V.fig N. 6

Grandissima luce verrebbe PER LA COMPRENSIONE DELLA STORIA DELL’ ASPROMONTE DALLA CONOSCENZA DELLA ANTICHE STRADE CLASSICHE CHE ATTRAVERSAVANO LA COSTA E PARE L’INTERNO DELLA CALABRIA MERIDIONALE IL PROBLEMA SI Può DIRE ORMAI RISOLTO QUANDO ALLE VIE LITORANEE MENTRE GRANDE INCERTEZZA DOMINA ANCORA RICOSTRUZIONE DELLA VIA TRAIANA CON IL CONCORSO DEI BRVITTIEI E DEI SALENTINE DÌ TALE STRADA NON CERTAMENTE NEL SUO PERCORSO COSTIERO CHE NON APPARTENEVA A MAMENTO MA Più PROBABLIMENTE PERCHE SI TRATTAVA DELLA PARTECIPAZIONE VIA COSTIERA ALLA PRESENZA DI’ DIRAMAZIONI SECONDARIE DELLA Più IMPORTANTE VIA COSTIERA ALLA PRESENZA DI DIRAMAZIONE SECONDARIE CONSIMILI è DOVUTO PROBABLIMENTE L’INSERIMENTO DI ALCUNI TOPONIMI ELL’ ITINERARIO di ANTONIO in quello di EQUOTICO enella tabula peutingeriana in quest' ultima è un gradissimo disordine inammissibile in un simile lavoro che è solo apparente dovuto cioè all' itinerario come in raltà è dopo i nomi della stazioni a cui portava o da cui partiva la via secondaria fino al sec IV d C la via bruttia jonica venne ricostruita la via secondaria testato dal cippo marmoreo contenente due iscrizioni e riytovato nel 1700 nel villaggio di santa domenica vicino a s.lorenzo cioè lungo 1078 nella quale vengono descritti i confini di alcuni beni dal conte zarvò della grande strada la quale con altri particolari datici dal prezioso documento può essere identificati con la traccia dell' attuale SS 183 UNA INDAGINE ARCHIVISTICA SUI REPERTORI NOTARILI CI METTEREBBE A DISPOSIZIONE MOLTI ALTRI CHE CI RIPORTI ALL' ANTICO DROMO TERMINE PRESENTE UN PO IN TUTTA LA LOCRIDE Là DOVE PASSAVA L'ANTICA VIA CONSOLARE E FORSE ANCOR PRIMA IDENTIFICANTESI CON LA STRADA PASAVVA L'ANTICA VIA CONSOLARE E FORSE ANCOR PRIMA IDENTIFICANTESI CON LA STRADA COMMERCIALE SIA PERIFERICA CHE INTERNA SEGUITA DAI POPOLI INDIGENI E DAI MERCANTI GRECI



Commenti

  1. salvatore gemelli storia tradizioni e leggende a polsi d'aspromonte finito di stampa nel mese di settembre 1992

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