Passa ai contenuti principali

La torre dei Palèpoli detta anche di Gerace o dei corvi da una foto del 1904

 metà  del sec x la successiva espressione de Thematibus 67    il termine  geco vale  per oppidulum cioè città di  montagna  naturalmente fortificata  cittadella  ed anche piccola acropoli 68  Uguale significato  ha  un termine  usato nell' anno 1053
Con  questi documenti ci troviamo  nel  pieno splendore   della  storia della città  di Gerace una città  che stranamente si affaccia  alla  storia in piena  fioritura  già esperta nel difendersi   dai  ripetuti assalti degli Arabi   dove  i Normani  trovano disciplinati gli ordini  cittadini  e pronti a  tutelare  contro ogni violenza  contro ogni sopraffazione  imposta dal  di fuori  la propria libertà 70) il fatto è  come  ha  fatto  notare lo Zangari che ai suoi tempi era ancora solo a   credere  in  ciò 70) che a Gerace  si era sviluppato un  libero  comune seguendo  il processo storico  identico  a quello individuato    per le altre città dell ' Italia  del  Centro  e del Nord (71) E per questo che noi  troveremo  una Gerace   in tutti  i modi  di cedere alla mala signoria non si adatta al comune ordine di cose  se  non  ha fatto  sentire la sua voce  potente e s'  acquieta  solamente  quando è chiamata  ad  esprimere la sua volontà come terzo elemento di concordia di  equilibrio  tra  il diritto  ecclesiastico rafforzatosi nella mescolanza  di interessi spirituali   e temporali e il civile che emana  dalla   legittima o  legittimata  conquista  normanna (72)
http://www.salvatoregemelli.com



Commenti

  1. salvatore gemelli gerace paradiso d' europa duida un approcio storico artistico ambientale finito di stampa nel mese di dicembre 1993 litografia chicca tivoli fotocomposisione gangemi editore
    La torre dei Palèpoli detta anche di Gerace o dei corvi da una foto del 1904

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

proverbi calabresi

A CASA ‘E GALANTOMANI, BUSSA CH’ I  PEDI. A casa di signori, bussa coi piedi. Amaro riferimento del povero all'avidità dei potenti, i "galantuomini" appunto, cui bisogna rivolgersi con le mani cariche di doni (e pertanto bussare alla porta con i piedi). 2.        A CASA ‘E ’MPISU NON ‘MPENDIRI  LUMERA. A casa d'impiccato non appendere neanche la lucerna. Non parlar di corda in casa d'impiccato. 3.        A CASA ‘E RICCU NON SI GUARDA FOCULARU. A casa di ricco non si guarda il focolare. Quando vai da chi ha la dispensa e la cantina ben fornite, non temere: si mangerà sempre bene, anche se la cucina ("focularu") è spenta. 4.        A CASA ‘I FORGIARU,  SPITU  ‘I  LIGNU. In casa di fabbro, spiedo di legno. Il colmo dei colmi: il fabbro usa lo spiedo di legno e non quello di ferro. 5.       ‘...

Ordine Dorico, Ionico e Corinzio ovvero gli Stili per l'architettura Greca

Ordine Dorico, Ionico e Corinzio ovvero gli Stili per l'architettura Greca Gli Ordini architettonici usati dagli antichi greci. Gli antichi architetti della Grecia per costruire i loro meravigliosi Edifici come per esempio quelli dedicati al culto, i celebri Templi crearono negli anni dei particolari metodi, degli stili conosciuti col nome di  Ordini architettonici  che attraverso dei precisi calcoli matematici e geometrici presentavano alla fine nella visione dell'architettura una precisa e perfetta armonia nelle forme e negli elementi. Questi Ordini architettonici serviranno nell'architettura Greca soprattutto a rispondere a delle esigenze concettuali, tra cui forse la più importante era l'eliminazione di qualsiasi forma di casualità nella realizzazione di un Edificio. Quindi con il termine di Ordine possiamo intendere l'insieme delle regole o dei canoni (dal greco kanòn, ossia norma, regola) che fissano forme e dimensioni delle varie parti che...

Proverbi calabresi

A bella esti bella i natura, ccjiu' sciamparata vaci e ccjiu' bella pari.  (La bella e' bella di natura, piu' e' scompigliata e piu' bella sembra). A Bifania tutti i festi si porta via.  (L'Epifania tutte le feste porta via). A troppa cumpidenza esti patruna da malacrianza.  (La troppa confidenza porta alla scostumatezza). A fatiga di iorna i festa trasi da porta e nesci da finestra.  (Il lavoro dei giorni di festa entra dalla porta ed esce dalla finestra). A fimmana faci u risparmiu da cinnari e cassaria a farina.  (La donna risparmia la cenere e spreca la farina). A fimmana tantu vali pe quantu cuntegnu ndavi.  (La donna vale quanto il contegno che ha). A fortuna esti na rota chi sempri gira e vota.  (La fortuna e' una ruota che sempre gira e rigira). A gatta prescialora fici i gattaredi orbi.  (La gatta frettolosa partorisce i gattini ciechi). A ggjianda e i livi ad Agustu i ncigni a vidiri.  (La ...