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Museo Archeologico Provinciale di Catanzaro

Il Museo fu fondato nel 1863, su sollecitazione dell’allora prefetto Colucci, e venne inaugurato il 4 maggio 1879. Esso sorge all’interno della Villa Regina Margherita e accoglie al proprio interno reperti archeologici costituiti da circa mille pezzi, riguardanti il periodo del ferro e del bronzo, dell’età greca e di quella  romana e paleocristiana e migliaia di monete di età greca e romana, bizantina, normanna e sveva. Le collezioni sono distribuite in due: la sala  “A”  apre il percorso espositivo con tre vetrine che riassumono le prime fasi di vita del “Museo della Villa” e in cui è stata ricostruita la prima esposizione che raccoglieva materiali di varia provenienza, non solo archeologici, in un periodo intercorso tra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento. A questi reperti si affiancano quelli provenienti da Catanzaro e da Tiriolo di notevole importanza per la storia del territorio. La sala accoglie, al centro, gli espositori numismatici che ospitano la notevole collezione numismatica in cui è possibile osservare nelle vetrine a leggio – dalla n. 4 alla n. 13 – monete della Magna Grecia, monete della Sicilia, monete dei Brettii, monete delle città greche e brettie della Calabria (Caulonia, Consentia, Crotone, Hipponion – Valentia, Locri Epizefiri, Medma, Noukia, Petelia, Reggio, Terina), monete romane, monete bizantine, monete normanne e sveve, e moderne. La sala “B” offre un vasto panorama sulle collezioni archeologiche che documentano, dall’età preistorica a quella tardo-antica, le ricerche archeologiche condotte nella Provincia di Catanzaro. Chiudono il percorso espositivo della sala tre teste marmoree di provenienza sconosciuta e i due esemplari in bronzo del cosiddetto Cavaliere di Petelia, frammento di una statua equestre rinvenuta negli ultimi decenni dell’800 nella località Pianete di Strangoli ed attribuita al ricco latifondista locale Manio Megonio Leone (II sec. d.C.), e del bellissimo Elmo di Tiriolo degli ultimi decenni del IV secolo a. C

http://www.salvatoregemelli.com.


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